Veeam Agent per Linux

Finalmente, ce l’abbiamo fatta a provare il tanto a lungo atteso Veeam Agent per Linux: era qualche mese che volevamo ritagliarci tra i mille impegni un angolino per provare questa meraviglia e oggi ce l’abbiamo fatta!

Ecco quindi subito le prime impressioni a caldo di questa prova su strada.

Iniziamo col dire che l’installazione non è ancora lineare come la sua controparte su Windows. Sebbene per molte distribuzioni sia disponibile il package corrispondente, scaricabile dal sito Veeam, per altre invece bisogna scaricare i sorgenti e compilarli. In alcuni casi il processo è stato lineare, in altri si sono verificati degli imprevisti, sia in termini di dipendenze mancanti che di ulteriori configurazioni richieste; fortunatamente, abbiamo trovato in breve tempo tutte le risposte che ciservivano nei forum della community Veeam e abbiamo potuto mettere in pista il nostro agent in tempo utile.

inizio

Dopo il primo sudo veeam, il welcome screen che ci accoglie è la classica richiesta di licenziare l’agent. Sul sito Veeam è possibile regisatrrsi per ottenere una trial di tre mesi; la licenza viene inviata per e-mail, dopodichè è sufficiente salvarla e indicare in questa fase di licensing il percorso al file della licenza.

job name

Licenziato il software, possiamo creare il primo job di backup; l’estetica del wizard è, a nostro avviso, semplicemente deliziosa: gli step sono praticamente gli stessi del suo alter ego Windwos ma la grafica in shell crea un feeling davvero particolare, con un mood nostalgico a cavallo tra il minimalismo delle installazioni Vmware e i vecchi programami in Dos.

tipo di backup

Il wizard ci propone esattamente le stesse opzioni del suo fratello Windows, offrendoci la scelta tra le classiche tipologie di backup Veeam (bare metal recovery, volume, files), le destinazioni, tra cui anche il supporto ai Veeam Repository creati con Veeam Backup & Replica versione dalla 9.5, e offrendoci infine le familiari opzioni di scheduling e retention.

job-scheduling

Una volta configurato il job, si può schedularlo o eseguirlo a mano.

Anche qui, abbiamo potuto notare come ci si trovi di fronte a un prodotto software giovane, che deve ancora essere annegato nell’ambeinte Linux a dovere: si sono infatti presentati altri imprevisti ed errori, anche questi risolti grazie all’ampia documentazione già presente sui forum della community.

Per quanto riguarda il database utilizzato internamente, su Linux la scelta degli sviluppatori Veeam è caduta su sqlite, che viene installato e gestito internamente senza che sia richiesta nessuna azione diretta da parte dell’utente, esattamente come su Windows viene gestito il SQL local.

In conclusione, una milestone fondamentale per il mondo Linux, che finalmente si trova ad avere a disposizione una soluzione di backup resiliente anche per l’endpoint, finora abbandonato nel mondo del pinguino a soluzioni scomode e laboriose. Finalmente, gli utenti di workstation Linux possono smettere di invidiare Windows e Mac: anche per loro è arivata la soluzione completa per il backup degli endpoint!

Pablo Cerini